Una testimonianza durissima e delicata di quanto accaduto a Crans-Montana, nell’incendio a Le Constellation. Parla il giovane Filippo.
Non solo le dichiarazioni del buttafuori de Le Constellation in merito all’incendio scoppiato nel locale che ha generato la strage di Capodanno a Crans-Montana. A Repubblica ha parlato il giovane Filippo, un superstite di quella notte che da poco è stato dimesso dall’ospedale Niguarda ma che mai potrà dimenticare quanto visto e vissuto.

Crans-Montana: il dolore di Filippo dopo l’incendio
Sono tanti i ragazzi che sono rimasti feriti dopo l’incendio di Crans-Montana nella notte di Capodanno a Le Constellation. Tra questi c’è anche Filippo, quindici anni, studente milanese che faceva parte di quel grande gruppo di italiani che stavano festeggiando la notte in Svizzera, quando il rogo nel locale ha avvolto tutto e tutti.
A Repubblica, il ragazzo, dopo essere stato dimesso dall’ospedale Niguarda, ha raccontato alcune delle sue attuali sensazioni e anche il dolore per aver visto molti dei suoi amici perdere la vita. Per farlo ha anche mostrato i pantaloni indossati quella notte, che ancora portano i segni, esattamente come il suo corpo, del rogo.
La testimonianza: “Così ho visto morire i miei amici”
“Sui miei pantaloni c’è ancora la schiuma tossica”, ha raccontato Filippo a Repubblica. “Tra le fiamme di Crans rifugiato sotto un tavolo: così ho visto morire i miei amici”, ha aggiunto mostrando i segni sul suo corpo con mani e testa ustianati. “Pregavo mentre il fuoco mi divorava la schiena”, ha aggiunto facendo ben capire lo strazio vissuto, sia a livello fisico che a livello emotivo. I suoi pantaloni, quelli che indossava quando è scoppiato l’incendio, hanno ancora, come detto, le tracce nere di quei pannelli tossici andati in fumo, che sono risultati fatali per tante vittime del rogo.